MUSEO ETTORE ARCHINTI

RIQUALIFICAZIONE DELLA CASCINA CALLISTA: UN DIALOGO TRA MEMORIA E INNOVAZIONE

Nel cuore del tessuto urbano, la Cascina Callista rappresenta un perfetto esempio di recupero architettonico che unisce tradizione e innovazione. Questo antico complesso rurale, riconvertito a centro civico dalla Cooperativa Ettore Archinti, conserva intatta la tipica struttura a “corte chiusa” lodigiana. Ogni corpo di fabbrica, con il suo equilibrio tra pieni e vuoti, contribuisce a mantenere la memoria storica del luogo, rendendolo un punto di riferimento per la comunità.

L’AMPLIAMENTO DEL MUSEO “ETTORE ARCHINTI”

All’interno della cascina si trova il Museo “Ettore Archinti”, per il quale era previsto un ampliamento attraverso la riqualificazione della vicina stalletta con fienile. Tuttavia, questa struttura presentava altezze interne ridotte, ponendo una sfida progettuale: garantire spazi adeguati senza alterare le proporzioni originali dell’edificio né comprometterne lo schema costruttivo.

UN APPROCCIO CONTEMPORANEO AL RESTAURO

Lo Studio De Vizzi, incaricato del progetto, ha adottato una filosofia basata sul rispetto della memoria storica senza cedere alla nostalgia. Questo principio ha guidato la scelta di soluzioni tecnologicamente avanzate, permettendo di integrare in un unico sistema struttura portante, isolamento termico e acustico, riducendo al minimo gli spessori e mantenendo l’integrità dell’edificio.

Nel processo di riqualificazione della Cascina Callista, la scelta dei materiali ha giocato un ruolo fondamentale, con l’obiettivo di mantenere il legame profondo con il passato storico dell’edificio. Tuttavia, oltre all’aspetto architettonico, la nuova costruzione doveva rispondere a precisi requisiti tecnici:

  • Leggerezza, per non gravare sulle strutture portanti esistenti del piano terra;
  • Elevato isolamento termico e acustico, per garantire comfort e risparmio energetico;
  • Qualità acustica ottimalenegli ambienti interni, per un’esperienza sonora equilibrata e confortevole.

Per soddisfare queste esigenze, il progettista ha optato per un sistema strutturale in legno, una soluzione che unisce tecnologia e tradizione. In particolare, sono stati utilizzati elementi in legno a strati incrociati di Lignotrend, capaci di coniugare resistenza, leggerezza e alte prestazioni isolanti.

L’uso del legno non è stato solo una scelta funzionale, ma anche estetica e sostenibile. La naturalezza, il calore e la salubrità di questo materiale hanno permesso di ristabilire quel legame con la tradizione costruttiva della cascina, conferendo agli spazi un’atmosfera accogliente e autentica, perfettamente in linea con la filosofia del progetto.

Gli elevati valori di isolamento delle componenti strutturali hanno consentito di realizzare una costruzione termicamente ottimizzata con spessori delle componenti ridotti; questo ha comportato un aumento della superficie utile interna.

L’utilizzo di elementi parete e solaio massicci Lignotrend ha permesso la creazione di un ambiente dall’elevato comfort termo igrometrico ed acustico dove fosse possibile rilassarsi e farsi trasportare dalle emozioni.

Per correggere il clima acustico degli ambienti interni, il progettista ha voluto specializzare la superficie interna dei solai di copertura con profili acustici fonoassorbenti in legno di abete bianco senza nodi. Per garantire una soluzione di continuità, tutte le superfici verticali, fatta eccezione per quelle vetrate, sono state rivestite con pannelli acustici fonoassorbenti con la stessa finitura del solaio.
La scelta degli elementi Lignotrend, si è rivelata vincente, attraverso le loro linee pulite ed essenziali, unitamente all’utilizzo dell’abete bianco senza nodi, ha permesso di leggere l’architettura voluta dal progettista.

Uno degli elementi più curati è stato lo sporto di gronda, parte visibile e distintiva della cascina. La soluzione adottata ha previsto l’ingrandimento dei travetti in legno, che garantiscono la ventilazione e si estendono verso l’esterno per sostenere il nuovo sbalzo della copertura. Questo intervento ha permesso di ottenere una gronda leggera, simile a quella preesistente sia per spessore che per ritmo visivo.

UN FIENILE CHE DIALOGA CON IL PRESENTE

Accedendo alla nuova struttura dalla testata nord, si percepisce immediatamente la spazialità tipica del fienile originale. Il ritmo delle capriate lignee è stato mantenuto e reso leggibile attraverso l’inserimento di tiranti in acciaio, che contribuiscono a contrastare la spinta orizzontale della copertura senza alterare l’estetica originaria.

L’aspetto materico e visivo è stato un altro punto chiave del progetto. Il tradizionale grigliato in mattoni, che caratterizzava l’affaccio esterno, è stato sostituito da pannelli strutturali in legno con fresature orizzontali, creando una texture modulare che richiama la disposizione originaria dei mattoni.

UN GUSCIO DI LEGNO AVVOLGENTE

Entrando nella nuova area, il visitatore è accolto da un ambiente in cui il legno diventa protagonista assoluto. La pavimentazione in parquet si estende lungo le pareti e prosegue fino all’intradosso della copertura, creando un involucro continuo che avvolge lo spazio e guida lo sguardo fino al terminale sud.

L’intervento, oltre a valorizzare la memoria storica della cascina, rafforza il dialogo tra antico e contemporaneo, offrendo un esempio virtuoso di riuso e conservazione del patrimonio architettonico. Il risultato è un ambiente armonico e funzionale, in cui tradizione e innovazione si fondono per restituire alla comunità uno spazio vivo e accogliente, con un affaccio privilegiato sull’elemento centrale della cascina: la corte interna, l’aia.

Accedendo alla nuova struttura dalla testata nord, si percepisce immediatamente la spazialità tipica del fienile originale. Il ritmo delle capriate lignee è stato mantenuto e reso leggibile attraverso l’inserimento di tiranti in acciaio, che contribuiscono a contrastare la spinta orizzontale della copertura senza alterare l’estetica originaria.

L’aspetto materico e visivo è stato un altro punto chiave del progetto. Il tradizionale grigliato in mattoni, che caratterizzava l’affaccio esterno, è stato sostituito da pannelli strutturali in legno con fresature orizzontali, creando una texture modulare che richiama la disposizione originaria dei mattoni.

LUOGO: Lodi (LO)

PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA: Studio De Vizzi – architettura e urbanistica

PROGETTAZIONE STRUTTURALE E DFMA: STRUTTURA7

IMPRESA COSTRUZIONI IN LEGNO:  ECHOME by Gruppo Edile

COMPONENTI UTILIZZATI: Sistema costruttivo Lignotrend 

FOTOGRAFO: Studio fotografico Enrico Cano

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